batteria pop

Batteria Pop

Le caratteristiche che metto a disposizione per gli allievi sono la passione e la dedizione per la Batteria. Il piano di studi si prefigge di preparare sia l’allievo che intende fare della musica una professione, sia l’allievo che intende suonare in maniera amatoriale. Si terrà conto, per l’orientamento didattico da intraprendere, delle caratteristiche di ogni singolo individuo, quali l’età, la preparazione e le potenzialità, mettendo a disposizione di ognuno gli strumenti di Teoria e di Tecnica che contribuiscano a formarlo come Batterista e come Musicista.

Il Corso è sia per gli allievi che si avvicinano per la prima volta allo studio della batteria o che hanno già una cognizione di base dello strumento

Il percorso didattico prevede:

La conoscenza dei vari pezzi che compongono la batteria e l’approccio allo strumento nel suo insieme; la postura e la disposizione dei vari pezzi che compongono lo strumento al fine di rendere agevole i movimenti; la conoscenza dei diversi tipi di impostazione delle mani; la tecnica sul tamburo e le sue applicazioni a tutto lo strumento; il groove, il suono, l’accordatura, l’utilizzo del click la conoscenza delle note e della lettura musicale e la sua applicazione alla batteria; lo studio dell’indipendenza dei quattro arti; lo studio di tempi semplici e la loro applicazione.

La finalità del corso è di preparare l’allievo per poter iniziare a suonare ed avere così la possibilità di partecipare a gruppi e laboratori è di fornire gli strumenti che possano permettere all’allievo di esprimere al massimo le proprie capacità ed il grado di preparazione.

  • Conoscenza e approccio allo strumento
  • Studio della tecnica sul tamburo e dei rudimenti (rulli, paradiddles, flams, etc. etc.)
  • Applicazione dei Rudimenti alla Batteria
  • Studio delle note, dei valori, della scrittura e della lettura musicale
  • Studio dei tempi
  • Analisi degli stili musicali
  • Applicazione dei groove su basi musicali
  • Lavoro su basi musicali con l’uso del click

La didattica del corso, prevede l’utilizzo, di alcuni, tra i più importanti metodi di Batteria e lettura musicale, quali:

  • Buddy Rich’s Snare Drum Rudiments (Henri Klickman & Henry Adler)
  • Rudimental Patterns (Joe Crusatis)
  • 4 way cordination (Marvin Dahlgren)
  • Solfeggi ritmici (Dante Agostini)

Docente

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Batteria Jazz, Funk, Blues e percussioni

Parlare di uncorso di batteria Jazz

oggi significa introdurre immediatamente una tale quantità di variabili che si corre subito il rischio di perdersi nel dedalo delle possibili accezioni del termine Jazz, ma in effetti una riflessione seria non può comunque prescindere dal porre, a chi si affaccia alla materia, un quesito assolutamente necessario: cosa intendiamo oggi per Jazz?

E la risposta non è meno complessa e composita della domanda, e dunque cercheremo una via per capire cosa sia questa musica, nascosta e un po’ misteriosa per molti, una via “utile”, più che “giusta”, accogliente e non “respingente”, insomma un modo di approcciare la materia che ci permetta di capire come mai il Jazz si sia imposto come la musica certamente più importante, caratterizzante e significativa del XX secolo.

Già dal suo principio l’origine “meticcia” dal Jazz, incontro di culture diverse, tra traslazioni di Africa ed Europa, denota questa musica come un luogo “accogliente”, nel quale la convivenza di elementi apparentemente molto lontani tra loro trova una capacità/possibilità di convivenza, stratificazione e sviluppo uniche, e la rende una musica non mai “passatista”, congelata nel tempo, ma sempre attuale e disposta a confrontarsi con ogni tipo di istanza contemporanea.

In questo senso la vitalità del Jazz nella sue varie e diverse stagioni è proprio dipesa, e dipende ancora, dalla sua capacità di non farsi imbrigliare in stili, stilemi e “generi” che vanno via via cristallizzandosi, diventando in qualche modo fenomeni stereotipati ma, al contrario, come le migliori opere dell’ingegno umano, dalla necessità di trovare quelle “vie di fuga” necessarie che lasciano parole non dette nelle mani dei musicisti che verranno domani.
In termini pratici, parlando di un programma per un corso di batteria Jazz, ne consegue che lo spettro dei problemi da affrontare progressivamente sia necessariamente vasto, spaziando da elementi di base della tradizione ritmica sia Europea che Afro-Americana, per passare attraverso elementi specifici dell’evoluzione strumentale della batteria (strumento genuinamente sviluppatosi parallelamente alla storia del Jazz, in un percorso lungo almeno cinque o sei decenni, dalla fine degli anni ’20 fino almeno alla fine degli anni ’70), fino alla possibile commistione con elementi di musiche europee dell’oggi, o contemporanee, saldandosi così in un cerchio ideale che, partito dall’Europa cinque secoli fa, vi fa ritorrno, non senza traumi e scossoni, dopo essersi confrontato con la più grande e straordinaria cultura ritmica a noi nota, cioè l’insieme, così incredibilmente vario, sofisticato e diversificato, delle musiche che compongono l’universo e i cieli d’Africa.

Docente

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ROBERTO GATTO

Nato a Roma il 6 ottobre 1958, il suo debutto professionale risale al 1975 con il Trio di Roma (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli) e da allora ha suonato in tutta Europa e nel mondo con i suoi gruppi e a fianco di artisti internazionali. Oltre ad una ricerca timbrica raffinata e a una tecnica esecutiva perfetta, i gruppi a suo nome sono caratterizzati dal calore tipico della cultura Mediterranea; questo rende senza dubbio Roberto Gatto uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel mondo. E’ sicuramente il più rinomato batterista Italiano all’estero e vanta importanti partnerships con artisti del mondo del jazz e non solo.
Numerose sono le sue collaborazioni come sideman: Chet Baker, Freddy Hubbard, Lester Bowie, Gato Barbieri, Kenny Wheeler, Randy Brecker, Enrico Rava, Ivan Lins, Vince Mendoza, Kurt Rosenwinkel, Joey Calderazzo, Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Steve Grossman, Lee
Konitz, Barney Wilen, Ronnie Cuber, Sal Nastico, Michael Brecker, Jed Levy, George Garzone, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangeldorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Stefano Bollani, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Dave Kikosky, Franco D’Andrea,
John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoude, Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Palle Danielsonn,
Scott Colley, Eddie Gomez, Giovanni Tommaso, Paolo Damiani, Emmanuel Bex, Pat Metheny, Adam Rogers, Rita Marcotulli, Niels Henning Pedersen, Mark Turner,
Lew Tabackin, Chris Potter, Mike Moreno, Dado Moroni.

Come leader ha registrato molti album: Notes, Fare, Luna, Jungle Three, Improvvisi, Sing Sing Sing, Roberto Gatto plays Rugantino, Deep, Traps, Gatto-Stefano Bollani Gershwin and more, A Tribute to Miles Davis Quintet, Omaggio al Progressive, The Music Next Door, Roberto Gatto Lysergic Band, Remebering Shelly.

Nel corso degli anni ha composto musica per il cinema, in particolare insieme a Maurizio Giammarco la colonna sonora di “Nudo di donna” per la regia di Nino Manfredi, e, in
collaborazione con Battista Lena, le colonne sonore di “Mignon e Partita”, che ha ottenuto cinque David di Donatello, “Verso Sera” e “Il grande cocomero”, tutti diretti da Francesca Archibugi.

Nel 1983 è stato eletto il primo batterista Italiano dal sondaggio della rivista mensile
Fare Musica. Nel 1983 e nel 1987 con il gruppo Lingomania ha vinto il referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz nella categoria miglior gruppo. Nel 1988, 1989, 1990 è stato al primo posto della categoria batteristi dei “vostri preferiti” di Guitar Club. Nel 2007, 2009 e 2010 è stato votato come il miglior batterista dal referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz.
Nel 1993 ha realizzato due video didattici “Batteria vol. 1 e 2”. E ‘stato il direttore artistico di Jazz in progress presso il Teatro dell’Angelo a Roma. Per oltre dodici anni ha insegnato batteria e musica d’insieme presso i seminari di Siena Jazz. Ha frequentato il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e il Conservatorio de L’Aquila. E’ titolare della cattedra di batteria jazz al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Batteria

Batteria Pop Rock e Metal

 

Il corso di batteria POP/ROCK/METAL

è indicato sia per chi già suona e vuole approfondire il linguaggio, le tecniche e lo stile; sia per chi si avvicina per la prima volta a questo strumento musicale.

Il corso si compone di tre sezioni: una focalizzata sulla tecnica, una più inerente il lato creativo-musicale, un’ultima di gestione concerti, studio di registrazione e band.

Nella parte tecnica si affronteranno, ad esempio, lo studio dei rudimenti e loro applicazioni, impostazione delle mani e dei piedi, coordinazione e indipendenza, lettura e scrittura dello spartito, sviluppo di velocità e resistenza, studio a metronomo, gestione delle dinamiche. In fase più avanzata si studiano anche tempi dispari, multimetrie, poliritmie, modulazioni metriche, accelerazioni e decelerazioni, illusioni ritmiche e illusioni metriche, ecc..

Ogni argomento viene esplorato tramite esercizi specifici forniti dall’insegnante e mediante il supporto di metodi e dispense, nonchè di materiale multimediale.

L’ambito creativo-musicale parte dall’approfondimento del gusto personale di ogni studente. Scopo di questo percorso è evolvere il proprio orecchio sotto la guida dell’insegnante, che propone, attraverso ascolti e trascrizioni (all’interno e all’esterno dell’ambito scelto), un’analisi dei diversi generi e degli artisti di riferimento. Particolare attenzione viene data anche alle moderne contaminazioni tra generi.

Obbiettivo finale è formare nell’allievo un’indipendenza stilistica ed evolutiva a cui si approda con la pratica delle tecniche imparate anche tramite improvvisazione e gestione degli assolo.

Nella terza sezione viene spiegato tutto ciò che riguarda la parte fisica dello strumento: come accordare la batteria, come scegliere piatti, pelli, bacchette e drumset, uso dei micorofoni.
Ci si focalizza sul ruolo del batterista in band e sulla gestione delle esperienze di live e di studio recording. Connessa a tali esperienze è la composizione di groove e fill. Particolare attenzione viene posta sulla cura del suono e sulla precisione esecutiva.

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