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Corso di Violino e Viola al CEMM

Violino e Viola

Se pensiamo a parole come “improvvisazione”, “jazz”, “free style”, “improvvisazione spontanea” … il nostro primo pensiero non le associa subito al violino o agli archi.
Eppure, nel corso dell’ultimo secolo, questo strumento ha subito anch’esso un’evoluzione di stili attraverso contaminazioni di movimenti musicali quali il Blues californiano e il Folk irlandese di inizio secolo, il Manouche ,ovvero il jazz francese degli anni ’30 e ’40 e il movimento Gipsy Jazz degli anni ’60 e ’70 che ne è sono derivato, con un musicista che ha attraversato entrambe le correnti: Stéphane Grappelli, violinista italo-francese che è stato una delle colonne portanti dello stile jazz del violino nel ‘900 venendo poi definito come uno dei “mostri sacri” del jazz europeo assieme a figure come Django Reinhardt e George Albert Shearing.
Ma il violino ha avuto anche le sue implicazioni nella scena della musica Pop & Rock Inglese degli anni ’60 e ’70 come per gli arrangiamenti a quintetto d’archi del compositore George Martin per brani iconici come Elanor Rigby e Strawberry Fields dei Beatles, arrangiamenti che poi hanno ispirato il quartetto d’archi statunitense di Los Angeles dei Vitamin Strings Quartett a creare intere reinterpretazioni di autori della scena Rock Californiana in chiave classico-contemporanea.
Ed è stata proprio la scena californiana a mettere di nuovo un ponte fra America e Francia quando è nato il sodalizio fra il chitarrista Mike Stern e il violinista francese Didier Lockwood, un duo che, come in precedenza la coppia Django-Grappelli, ha rivoluzionato nuovamente la scena jazz portando dentro al linguaggio violinistico gli stilemi del Free Jazz di Miles Davis.
Allo stesso tempo, la scrittura pop inglese e americana degli anni ’60, avevano a loro volta influenzato un intero movimento artistico-musicale: l’ American Systems Music detto anche Minimalismo americano con figure come Terry Riley, Philip Glass, Steve Reich e John Adams che hanno ideato nuove tecniche e approcci sonori proprio per gli archi.
In questo seminario andremo quindi a lavorare sui vari aspetti tecnici e stilistici che hanno influenzato la tecnica violinistica e degli archi più in generale (anche viola e violoncello) nell’ambito della musica jazzistica, pop e contemporanea e che ancora oggi continuano ad evolversi e a mutare con figure quali Giovanni Sollima, Viktor Orri Árnason, Anais Drago, Regina Carter, Pier Webbe, Bastien Ribot e tanti altri.

A CHI E’ APERTO IL CORSO

A violinisti, ma anche a violisti e violoncellisti che abbiano conseguito un diploma accademico di I livello (nuovo ordinamento) o allievi e allieve che stiano conseguendo il livello C pre-accademico del nuovo ordinamento, ovvero almeno l’ottavo anno di strumento per i diplomi del vecchio ordinamento e che vogliano mettersi alla prova, ampliando i propri orizzonti, per aprirsi a sbocchi lavorativi che esulano dal musicista di fila del percorso sinfonico concertistico classico del conservatorio, guardando al panorama pop, jazz e contemporaneo europeo senza rischiare di trovarsi impreparati nel caso dovessero affrontare un provino o un’audizione in questi ambiti … perché ragazzi, se non lo avevate ancora capito c’è da studiare e da imparare tanto anche qui!

L’APPROCCIO USATO: IL METODO TOTALE

Il Full Flex Improvvisation Methods o Méthode d'improvisation flexible totale è un metodo pedagogico d’apprendimento che ha finalizzato e affinato il violinista e musicista francese Didier Lockwood nella sua scuola: la CMDL (Centre Musical Didier Lockwood) creato in collaborazione e con gli istituti universitari del Pôle Supérieur Paris Boulogne-Billancourt (PSPBB), the University of Evry Val d’Essonne, l’accademia di musica Val Maubuée in Noisiel, a la Fédération Nationale des Écoles d’Influence Jazz et des Musiques Actuelles (FNEIJMA).

Il metodo si basa sull’apprendimento delle tecniche dell’improvvisazione jazzistica sul violino che si sono evolute dai primi del ‘900 fino ai nostri giorni lavorando a livello multidisciplinare fra stili e generi differenti in modo tale da permettere all’allievo di apprendere, passo per passo quelle tecniche che gli possano permettere di affrontare generi musicali differenti con capacità di analisi e proprio estro creativo fino a una prova finale aperta al pubblico dove gli allievi dovranno dare prova di quanto imparato durante il corso e mettersi alla prova.

Un percorso accademico annuale (30 settimane) progettato per guidare lo strumentista ad arco dall'emancipazione dalla partitura alla creazione di un linguaggio solistico e compositivo autonomo.

Mese 1: Ripensare lo Strumento e l’Attacco

TECNICHE DEL LINGUAGGIO CONTEMPORANEO SUGLI ARCHI

Nel primo modulo andremo ad approcciare le differenti tecniche dell’arco del violino contemporaneo in ambito Blues e Jazz affrontando alcuni stilemi peculiari come lo scat bowing, il choke, il flautando, il ghost whisping e tanti altri in modo tale da fornire subito all’allievo/a la “tavolozza dei colori” con cui iniziare questo viaggio sonoro cosi come approcciarsi all’improvvisazione.

SOLISMO E VIRTUOSISMO JAZZ SUL VIOLINO & NON SOLO …

Nel secondo modulo andremo ad affrontare alcuni brani specifici e soprattutto alcuni “soli” leggendari di alcuni brani diventati veri e propri standard dell’approccio al solismo jazz del violino. Cominceremo a vedere come riutilizzare parte del linguaggio classico del violino e riadattarlo al linguaggio jazz e contemporaneo. L’allievo dovrà per la prima volta approcciarsi direttamente a brani di repertorio e cominciare a fare suo un linguaggio tecnico dello strumento applicato ai diversi stili “storici” del linguaggio jazz violinistico, primo fra tutti quello Manouche.

Settimana 1-2: Tecniche estese per l'arco. Controllo della pressione, sub-harmonics, flautando, sul ponticello estremo, microtonalità e glissandi controllati.

Settimana 3-4: La dimensione percussiva. Tecnica del chop (stile Richard Greene e Darol Anger): dal colpo base alla scansione ritmica in 16/16.

Mese 2: Armonia sulla Tastiera e Improvvisazione Modale

SOLISMO E VIRTUOSISMO JAZZ SUL VIOLINO & NON SOLO …

Settimana 5-6: Geometria della tastiera. Visualizzazione di intervalli, arpeggi per quarte e quinte, ditteggiature non convenzionali e double stops (bicordi di terza, sesta e decima).

Settimana 7-8: Linguaggio Modale. Improvvisazione su pedale (Dorian, Lydian, Mixolydian). Costruzione di linee melodiche basate sul contrasto fra note di tensione e note di risoluzione.

Nel quarto modulo lavoreremo con la tecnica del round circle, o detto “circle song” dove ogni allievo dovrà sia essere solista che parte dell’accompagnamento, uscendo ed entrando, di volta in volta, dal ruolo differente che in quel momento contingente esso ricopre. Cominceremo anche a parlare della sessione ritmica e di come analizzare e interpretare un brano jazz che un brano contemporaneo

Mese 3: Sviluppo Motivico e Minimalismo

Settimana 9-10: Minimalismo e ripetizione. Lavoro sul cellulare motivico (stile René Aubry, Yann Tiersen): variazioni metriche, spostamento dell'accento e sovrapposizioni poliritmiche.

Settimana 11-12: Prima verifica/Workshop. Esecuzione di una performance di improvvisazione strutturata su struttura modale o vamp ritmico.

Secondo Trimestre: Linguaggio Jazz, Armonia Avanzata e Fraseggio

Mese 4: L'Eredità del Violino Jazz

Nel quarto modulo lavoreremo sempre con la tecnica del round circle cercando di spezzare l’improvvisazione in più assoli o armonizzando una linea data in più parti. Lavoreremo infine sulla sessione ritmica e su varie tecniche d’arco contemporanee.

Settimana 13-14: Il fraseggio swing e bebop. Articolazione dell'arco nel jazz (legature asimmetriche, accenti sul upbeat). Studio del linguaggio di Stuff Smith e Stephane Grappelli.

Settimana 15-16: L'era moderna e fusion. Studio delle tecniche e del suono di Didier Lockwood e Jean-Luc Ponty. Utilizzo di scale pentatoniche alterate e scale blues applicate agli archi.

Mese 5: Armonia Funzionale e Standard Jazz

Settimana 17-18: La griglia II-V-I. Gestione della progressione guida. Costruzione di linee di basso al violino (walking bass) e accompagnamento ritmico-armonico.

Settimana 19-20: Scale Simmetriche e Tensioni. Uso delle scale diminuite, esatonali e alterate su accordi di dominante. Improvvisazione su standard jazz di matrice modale o cool jazz (es. So What, Footprints).

Mese 6: Metrica e Tempi Dispari

Settimana 21-22: Poliritmia e metri irregolari. Improvvisare e mantenere il groove in 5/4, 7/8 e 11/8.

Settimana 23-24: Seconda verifica/Workshop. Esecuzione di uno standard jazz riarrangiato con introduzione contemporanea/estesa.

Terzo Trimestre: Sintesi Crossover, Elettronica e Progetto Finale

Mese 7: Sintesi e Linguaggio Contemporaneo-Crossover

Settimana 25-26: Integrazione dei linguaggi. Fondere la delicatezza lirica/impressionista con il drive ritmico jazz. Creazione di paesaggi sonori e improvvisazione libera (Free Improvisation) guidata da graphic scores (partiture grafiche).

Mese 8: Elettronica e Tecnologia per la Tastiera

Settimana 27-28: Elettroacustica e Loop Station. Uso di pickup, microfoni a contatto, riverberi, delay e modulazioni. Costruzione di brani in tempo reale tramite stratificazione (looping) di chop, basslines e linee melodiche.

Mese 9: Produzione e Performance Finale

Settimana 29: Arrangiamento e Composizione. Sviluppo di un brano originale o di una rivisitazione crossover ideata dallo studente.

Settimana 30: Concerto/Esame Finale. Presentazione pubblica di un set di 20-30 minuti comprendente: una composizione originale, un brano riarrangiato in chiave crossover e un'improvvisazione solo/elettronica.

Metodologia e Output Didattico

Cadenza: 1 lezione individuale a settimana (60 o 90 min) + 1 laboratorio mensile di gruppo (jam session e musica d'insieme per soli archi o sezione ritmica).

Materiale fornito: Basi musicali customizzate, partiture grafiche, trascrizioni di assoli storici e schemi armonici

DOCENTI

Filippo Zattini - Docente al CEMM

Filippo Zattini

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Per qualsiasi informazione relativa alla scuola e ai corsi musicali rivolgersi ai contatti nella relativa pagina.

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